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Terrorismo: due nuovi testi per rafforzare la sicurezza degli Europei

Oggi il Parlamento europeo ha adottato due testi per contrastare efficacemente il terrorismo, in particolare attraverso la definizione di nuove infrazioni, da una parte, e tramite il controllo sistematico alle frontiere esterne dell’Unione europea, dell’altra.

La nuova direttiva costituisce, secondo Nathalie GRIESBECK (Francia), un «arsenale consolidato per lottare insieme contro il terrorismo, nella massima armonizzazione possibile». Considera le nuove forme di terrorismo, come il fenomeno dei foreign fighter, i viaggi a scopi terroristici, la propaganda, la provocazione, il reclutamento su internet, garantendo un rapido sostegno alle vittime.

Gli Stati dovranno inoltre scambiarsi le informazioni in materia di procedure penali per facilitare le inchieste. Per la deputata europea basca Izaskun BILBAO BARANDICA, «è urgente lasciare parlare le azioni e, in materia di lotta al terrorismo, la chiave è lo scambio immediato e con tutte le garanzie giuridiche dei dati pertinenti per rilevare e prevenire eventuali atti terroristici e sfruttare a tale fine le risorse disponibili». Perché senza scambio, le nuove infrazioni definite dalla direttiva «non serviranno a niente».

Tuttavia, se ciò costituisce un progresso, Nathalie Griesbeck rimpiange che tale scambio non sia obbligatorio: «Quando gli Stati comprenderanno che non è esaminando gelosamente questo tipo di dati che riusciremo in futuro a rispondere, insieme, alle sfide mondiali e colossali con cui dobbiamo confrontarci? »

«Molti autori degli attentati che hanno insanguinato i nostri paesi si sono formati all’esterno e sono rientrati attraverso la frontiera esterna», ha dichiarato Gérard DEPREZ (Belgio), ricordando che in Siria e Iraq restano ben 2.500 combattenti europei, che dovranno rientrare in Europa a mano a mano che l’ISIS arretrerà. Per questo è stato adottato anche un regolamento che modifichi il «codice Schengen», stabilendo un controllo sistematico alle frontiere esterne dell’Unione europea.

«Questa tipologia di decisione restituisce credibilità a Schengen, purché sia applicata rapidamente ed efficacemente a tutte le nostre frontiere» ritiene Marielle DE SARNEZ (Francia). Ma anche in questo caso, lo scambio di dati è essenziale: «in caso contrario, il rafforzamento dei controlli sarà un spauracchio inutile e costoso, un’autentica favola mediatica», anticipa Deprez.

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