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Daverio Bilbao

MORTE DEL NOSTRO AMICO PHILIPPE DAVERIO

Siamo stati molto rattristati dalla notizia della morte del nostro amico Philippe DAVERIO il 2 settembre a Milano.

È insieme, mobilitando tutte le competenze, che riusciremo a uscire da questa crisi del Covid-19, con l’Europa.

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Lo scorso mercoledì 1 aprile, i cinque deputati europei del Movimento Democratico (MoDem) si sono riuniti per un grande dibattito sulle azioni dell’Unione europea di fronte alla crisi del Covid-19 con la moderazione della segretaria generale aggiunta del membro francese, Alice Le Moal.

In questo periodo difficile e incerto, Marie-Pierre Vedrenne, Sylvie Brunet, Laurence Farreng, Catherine Chabaud e Christophe Grudler hanno mostrato una grande solidarietà spiegando, per un’ora e mezza, le azioni intraprese dall’Unione europea per affrontare le future crisi. Molte sono state le domande e moltissimi argomenti sono stati trattati.

Marie-Pierre Vedrenne (membro della Commissione per il commercio Internazionale e della Commissione per l’occupazione e gli affari sociali) ha sostenuto la necessità di ripensare la filiera globale. Questa crisi sanitaria, che colpisce tutti noi, mostra la nostra dipendenza dalla Cina. In alcuni settori strategici sarà necessario produrre in Europa, come sostiene da molto tempo François Bayrou. Il MoDem ha sempre sostenuto una globalizzazione regolamentata. Nel lungo termine, dovremo andare più lontano con i nostri accordi commerciali per garantire che i prodotti importati rispettino le nostre norme sanitarie e ambientali. . Alcune imprese francesi ed europee hanno già trasferito la loro produzione di materiali. Sulla questione del controllo degli investimenti esteri in Europa, dovremo muoverci verso una maggiore coordinazione.

Christophe Grudler (membro della Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia) ha notato che in un gruppo con molti liberali, le coscienze si stanno risvegliando. La nostra economia europea si è fermata da un giorno all’altro. L’Europa ora deve far convergere tutti gli stati membri, che non sono ancora riusciti a trovare un accordo. . Spetta all’Europa dei popoli convincere l’Europa delle nazioni. Dei passi sono stati compiuti: per esempio, agli stati è concesso di sovvenzionare le imprese, così come quelle microimprese pesantemente colpite.

Per le piccole imprese di ricerca e innovazione, saranno introdotti i crediti del futuro “Horizon Europe”. Come conseguenza, i fondi della ricerca fondamentale permetteranno di fare dei progressi, soprattutto nel settore medico. Il trasferimento è essenziale per i settori come quello tessile. Christophe Grudler ammette che non siamo lontani da una guerra economica. Bisogna mobilitarsi, ma collettivamente.

Laurence Farreng ha spiegato come saranno utilizzati i 37 miliardi di euro approvati in Parlamento qualche giorno fa. Si tratta di una reazione d’emergenza per mobilitare fondi il più velocemente possibile. Provengono da fondi di coesione per gli esercizi finanziari 2014-2020 e resteranno nelle regioni che devono gestirli e che sono gli organismi di gestione. I fondi FESR sono quelli che beneficeranno di più flessibilità.

Catherine Chabaud (membro della Commissione per lo Sviluppo, membro della commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e membro della commissione per la pesca) ha descritto la difficile situazione dei pescatori, che asssistono a una mancata vendita dei loro prodotti. Per loro saranno prese delle misure di arresto temporaneo, misure di stoccaggio e delle misure finanziarie. I consumatori si sono affrettati nell’acquisto dei cosiddetti beni di prima necessità. Catherine Chabaud ci raccomanda di comprare prodotti freschi e di stagione. Ci ha anche avvertito della mancanza di manodopera tra gli agricoltori che hanno lanciato un appello per 200 paia di braccia, come la piattaforma francese “braccia per il tuo piatto”.

La Vicepresidente del gruppo Renew Sylvie Brunet (Commissione per l’occupazione e gli affari sociali) ha affermato che la disoccupazione temporanea darà dei diritti di formazione, con i fondi europei, perché non si tornerà al lavoro così facilmente come si potrebbe pensare. Ora è importante sottolineare e rivalutare il ruolo degli operatori sanitari, spesso donne, che sono stati sottopagati fino a oggi.

Christophe Grudler ha sottolineato la necessità del “made in Europe” in un mercato che è sicuramente liberale, ma regolamentato. Questo riguarda anche lo spazio. Il liberalismo non è riducibile all’economia, colpisce anche i diritti dell’individuo. Sylvie Brunet ha notato che la tendenza liberale, all’interno del gruppo, è intaccata. La solidarietà si impone, specialmente per i paesi colpiti prima di noi, come l’Italia o la Spagna. È verso di loro che lo sforzo di solidarietà collettivo deve essere indirizzato. Trarre beneficio dal potere economico del proprio vicino è un meccanismo di solidarietà elementare. Peccato che la Germania e i Paesi Bassi non l’abbiano ancora capito.

Questa crisi ci permetterà di reinventare la maniera di lavorare in Europa. Tutti e cinque sono d’accordo nell’asserire che l’Europa si costruisce e si rafforza attraverso le crisi.

Marie-Pierre Vedrenne è tornata sulla questione dei recovery bond, da emettere a livello dell’Unione europea, la quale deve dare prova di solidarietà.

Catherine Chabaud ha aggiunto che le persone stanno scoprendo ora la gestione della crisi, dove siamo tutti sulla stessa barca. È giunto il momento di mostrare solidarietà e credere nella forza dell’intelligenza collettiva. . Noi cinque non ne siamo la prova vivente con la forza delle nostre abilità complementari? Ha affermato maliziosamente.

CCatherine Chabaud ha confermato che il Green Deal, una “Carbon tax” alle frontiere, è stata pianificata prima della crisi. Anche se siamo nel bel mezzo della tempesta, non dobbiamo dimenticare la rotta dell’Unione europea. Dobbiamo reimparare a consumare i nostri prodotti locali. Supportare l’agricoltura europea è fondamentale.

La crisi sanitaria non è l’ultima di cui avremo esperienza, non è slegata dalla crisi ambientale. Dobbiamo ancora cercare di uscire fuori da questa crisi con un approccio positivo.

La nostra mancanza di sovranità europea in materia di salute e d’istruzione riguarda questioni al centro della democrazia.

Laurence Farreng ha fornito un quadro complessivo sull’istruzione. Le scuole, le università sono chiuse. Gli studenti sono tornati al loro ambiente sociale, alla capacità dei loro genitori di insegnare. Le disuguaglianze si rivelano con grande brutalità. L’aumento della violenza domestica, contro le donne o i bambini è una triste realtà (ricordiamo i numeri di emergenza: 3919, 117)

Alcuni paesi, come l’Ungheria, stanno reagendo alla crisi attribuendosi tutti i poteri. Marie-Pierre Vedrenne giudica questo comportamento inammissibile, perché l’Unione europea è basata sul rispetto dello stato di diritto.

I nostri cinque deputati hanno fiducia nel rinnovamento dell’Europa. Questa crisi deve agire come un campanello d’allarme. Laurence Farreng cita un sondaggio “Vivavoice” sul giornale francese Libération secondo il quale il 70% dei francesi crede che sia possibile e necessario costruire una vera potenza europea. Questa crisi forse ci permetterà di superare i nostri egoismi nazionali.

Catherine Chabaud ha affermato che era felice di vedere tutto ciò che l’Europa può realizzare. La comunicazione pubblica dell’Europa non lo mostra abbastanza!

Catherine Chabaud ha sottolineato che l’Unione europea è consapevole del rischio per l’Africa. L’Europa è il principale investitore internazionale in Africa. La Commissione ha già annunciato un aiuto in più rispetto a quelli che sta già offrendo (15 milioni di euro, per screening precoci ed epidemiologici e per l’Istituto Pasteur di Dakar) Christophe Grudler ha spiegato che la telemedicina potrà essere applicata in Africa usando la tecnologia satellitare.

Per quanto riguarda gli obiettivi di sviluppo sostenibile, i cinque deputati hanno affermato che bisogna sviluppare una visione trasversale, integrata di tutte le crisi. Dobbiamo anticipare le prossime crisi, perché ce ne saranno altre.

Quale messaggio vuole trasmettere ai cittadini? Chiede Alice Le Moal per concludere questo lungo confronto. I membri del Parlamento europeo si riuniscono per dare un messaggio collettivo. Tenere viva la speranza per l’Europa. Fidarsi dell’intelligenza collettiva. Mostrare umanità. Abituata al lungo isolamento in mare (4 mesi e mezzo per il suo primo giro del mondo), Catherine Chabaud offre anche dei consigli pratici: creare piccoli rituali, prendersi cura di sé stessi, e imparare a staccare la presa leggendo o ascoltando la musica. Gli esseri umani hanno capacità incredibili. Spetta a noi esplorare il nostro potenziale. Prometto che lo farà anche l’Unione europea.