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Gli eurodeputati del PDE ci spiegano perché hanno scelto di lottare per l'Europa

Le lingue, le culture, le differenze regionali e le iniziative locali devono essere rispettate poiché sono la risorsa più potente dell'Europa.

I democratici europei stanno con il popolo ucraino

Monument of Independence in Kiev, Ukraine
Andreas Wolochow / Shutterstock.com

I democratici europei condannano fermamente le azioni aggressive della Federazione Russa contro l'integrità territoriale e la sovranità dell'Ucraina, violando il diritto internazionale e i suoi impegni internazionali, e sono al fianco del popolo ucraino.

Rispondendo agli ultimi avvenimenti, il presidente del PDE François Bayrou ha dichiarato: "C'è un equilibrio di potere così minaccioso, così violento, che bisogna prendere le decisioni più pesanti, le decisioni più pesanti per dissuadere, se possiamo ancora farlo, dall'accelerare. Quello di cui non ci rendiamo conto è che, in questo tipo di situazione, siamo di fronte a una spirale e questa spirale può portare al peggio. Anche voi, come me, avete sentito Putin minacciare più volte di usare armi nucleari per vetrificare coloro che si oppongono a lui".

Inoltre, il segretario generale del PDE Sandro Gozi ha sottolineato che: "È arrivato il momento per l'Europa di assumere quelle decisioni che ha sempre voluto rimandare. Bisogna agire su un doppio binario: il primo, quello legato all'urgenza, di rispondere con delle sanzioni a Putin e portare avanti l'opzione diplomatica; allo stesso tempo, in parallelo, dobbiamo fare dei passi in avanti sull'autonomia militare ed energetica europea. L'Europa già oggi potrebbe adottare delle sanzioni mirate contro la Russia. C'è una riunione dei ministri degli Affari esteri Europei a Parigi e spero possano adottare delle sanzioni economiche relative alle due repubbliche riconosciute illegalmente da Putin. In assenza di sanzioni si accetterebbe l'inaccettabile. Putin ha fatto un discorso paranoico, ideologico. Vorrebbe riscrivere la storia negando i principi sui quali si è basata l'identità europea. Putin ha avuto il merito di riattivare la Nato e spingere Paesi come Finlandia e Svezia a considerare l'adesione. Anche la Nato dovrà cambiare, gli europei dovranno assumere una maggiore responsabilità".

                    

L'eurodeputato basca Izaskun Bilbao Barandica (EAJ-PNV) ha ricordato che il diritto internazionale "protegge l'autodeterminazione dei popoli, ma rifiuta l'intervento di uno stato nel conflitto interno di un altro per annettere territori. Quanto fatto da Putin riflette la sua mancanza di rispetto per la democrazia e la legalità internazionale. I cittadini delle ex repubbliche dell'URSS hanno deciso a suo tempo di autodeterminarsi. Non è nelle mani del leader russo modificare quella decisione".