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La necessità di un’Europa unita sul commercio

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Bernsten / Shutterstock.com

Martedì 10 dicembre, l’organo d’appello dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) ha smesso di funzionare. Da qualche mese a questa parte, gli Stati Uniti si sono opposti al rinnovo dei suoi giudici e hanno rifiutato categoricamente di trovare una soluzione, provocando così il suo arresto.

Si è trattato di un duro colpo nei confronti del multilateralismo. L’OMC resta la pietra angolare di un commercio internazionale basato su delle regole. Se si attacca l’organo d’appello, si colpisce l’OMC nel suo insieme.

Occorre constatare che l’OMC non è una vittima collaterale dell’azione degli Stati Uniti, bensì uno degli obiettivi della sua guerra commerciale. A partire dal suo arrivo alla Casa Bianca, Donald Trump ha destabilizzato l’ordine economico mondiale. La prospettiva delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti non calmerà i suoi bollenti spiriti.

Minacce, attacchi, rifiuto di compromessi, Donald Trump calpesta le regole dell’OMC e obbliga i suoi partner a negoziare accordi. I cinesi si trovano sotto il giogo di miliardi di dollari di dazi doganali e Donald Trump ha annunciato di voler tassare l’acciaio e l’alluminio provenienti dal Brasile e dall’Argentina. L’Europa non è da meno. L’acciaio e l’alluminio europei sono sottoposti a dazi doganali americani illegali da quasi due anni. Sono due mesi che alcune misure di ritorsione americane da 6.8 miliardi di euro si stanno scagliando contro determinati prodotti europei nel caso Airbus-Boeing. In risposta all’introduzione di una tassa GAFA, gli Stati Uniti, in questo caso, hanno puntato la Francia sperando di imporre dei dazi doganali che potessero raggiungere il 100% sui 2.15 miliardi di euro di prodotti francesi.

L’Europa deve essere più offensiva

Di fronte a questi ripetuti attacchi, l’Europa ha reagito e deve essere più offensiva. Phil Hogan, nuovo Commissario per il Commercio, ha ricordato che l’UE agirà per sostenere la Francia se i nostri prodotti saranno sottoposti a tassazione. È stato espresso un sostegno per il settore viticolo in seguito ai dazi doganali “Airbus/Boeing”, che deve essere seguito da altre misure per i nostri agricoltori. Nel giro di qualche mese, l’Europa dovrà reagire con determinazione e colpire i prodotti americani a loro volta coinvolti in questo stesso caso

Non restiamo immobili. Tuttavia, tutte queste misure sono rimaste pressoché inosservate. I cittadini devono prenderne atto e rendersi conto che l’Europa reagisce perché il pericolo è reale. Prendendo di mira determinati paesi europei, Donald Trump vuole dividerci e incoraggiare l’ascesa dei populismi in Europa. Non dobbiamo cadere in questa trappola. Noi, 500 milioni di cittadini, saremo sempre più forti insieme piuttosto che da soli.

L’Unione Europea è la prima potenza commerciale mondiale. Affermiamolo forte e chiaro. Un lavoro su sette dipende dalle esportazioni in Europa. In Bretagna, sono 3716 le imprese che hanno esportato per un ammontare totale di 11.4 miliardi di euro nel 2018. Attualmente, dobbiamo irrobustire la nostra politica commerciale. Il commercio internazionale deve essere fondato sui nostri valori e sulla reciprocità. Il coordinamento con le altre politiche europee è fondamentale. In questo modo, la politica commerciale deve contribuire a raggiungere gli obiettivi del Green Deal. Il potenziamento della nostra difesa commerciale, l’accesso ai mercati degli appalti pubblici esteri, l’integrazione dell’Accordo di Parigi nei nostri accordi commerciali, ecco alcune delle priorità che il Parlamento europeo deve portare avanti. In quanto Vicepresidente della Commissione per il Commercio Internazionale, continuerò a difendere una politica commerciale più forte, più offensiva e che risponda alle aspettative dei cittadini.

Articolo di opinione inizialmente pubblicato su Ouest France.