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Uno sguardo indietro alla settimana della nostra delegazione parlamentare a Washington DC

È particolarmente importante che i democratici di entrambe le parti lavorino insieme più strettamente.

Uno strumento aggiornato per creare un’Europa più sociale

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European Parliament

Ieri, il Parlamento ha votato in merito al Fondo sociale europeo+ (FSE+), che integra in un singolo strumento il precedente Fondo sociale europeo, l’iniziativa a favore dell’occupazione giovanile, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e il programma dell’UE per l’occupazione e l’innovazione sociale (EaSI).

Il fondo FSE+, costituito da 88 miliardi di euro, si dimostrerà determinante per fronteggiare le conseguenze che sortirà la pandemia, in particolare per i giovani. Effettuerà investimenti nell’occupazione giovanile e nella lotta contro la povertà infantile, due gruppi particolarmente colpiti dalla crisi.

L’eurodeputata francese Sylvie Brunet (MoDem) ha accolto con favore il voto: «Grazie a questo accordo, l’Unione avrà a disposizione uno strumento aggiornato e ambizioso volto alla creazione di un’Europa più sociale, resiliente e inclusiva.»

In seguito all’iniziativa del Parlamento, almeno un quarto dei fondi sarà devoluto alle misure a favore delle pari opportunità per i gruppi svantaggiati, che comprendono comunità emarginate, quali i rom e i cittadini di paesi del terzo mondo, per ridurre gli ostacoli nel mercato del lavoro, combattere la discriminazione e affrontare le disuguaglianze nell’assistenza sanitaria.

Sylvie Brunet ha affermato che il fondo FSE+ sarà uno strumento fondamentale per affrontare la questione dell’occupazione giovanile, inclusa l’attuazione della garanzia europea per i giovani e ha aggiunto che «occorre prestare particolare attenzione ai giovani disoccupati e inattivi, che non studiano, non sono tirocinanti o non lavorano, il cui numero è salito al 13,7 % nel 2020. Tenendo presente questo obiettivo, è imperativo che gli Stati membri devolvano un ammontare adeguato alle azioni in favore della loro occupazione. Grazie a questo accordo, l’Unione detiene uno strumento potente per il periodo 2021-2027 per contribuire alla graduale emersione dalla crisi e alla risposta alle sfide principali di una transizione verso un’economia più digitale e climaticamente neutra che si impegna a non lasciare indietro alcuna persona.»