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Verso un rinnovamento economico e sociale

Ieri a Bruxelles, il Partito democratico europeo ha preso atto del risultato delle elezioni europee. Attraverso le parole del segretario generale Marielle de Sarnez, il PDE ritiene che "oggi più che mai, abbiamo bisogno di riconquistare la fiducia dei cittadini", dopo la spinta populista anti-europea.

 

Da questa constatazione, dobbiamo fare - come osserva l'europarlamentare basco di Bilbao Izaskun - un nostro "mea culpa", quando torneremo alle nostre scene politiche nazionali, perché non abbiamo parlato abbastanza di Europa. Per François Bayrou, è "impossibile che un'istituzione sia così illeggibile. Senza chiarezza, non ci può essere alcuna comprensione e quindi nessuna adesione".

Francesco Rutelli ha precisato come sia "fondamentale che l'Europa tenga il passo con altre realtà emergenti, come per esempio la Cina, destinata a diventare la prima potenza economica mondiale. Solo un'Europa unita può competere e avere voce in un mondo che cambia, e noi europei ci dobbiamo sbrigare a raddrizzare il destino di una grande democrazia".

 

Orgoglioso del suo sostegno a Guy Verhofstadt durante la campagna europea, il PDE è convinto che i partiti politici europei avranno un ruolo più importante nella politica europea. La scelta da parte del Consiglio europeo di nominare Jean-Claude Juncker come candidato per la presidenza della Commissione dimostra la vittoria della democrazia dei cittadini europei.

 

I gruppi tematici innovativi che lavorano sulle principali priorità europee saranno implementati nelle prossime settimane. Secondo Jean-Marie Cavada, l'Europa è un vecchio continente che ha bisogno di "modernizzare" l'idea di un "rinnovamento economico" combinato con un "rinnovamento sociale".

 

Il Congresso del PDE si svolgerà a Bruxelles il 10 e l'11 dicembre 2014.

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