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Potere o sottomissione: il PDE al vertice dei leader di Renew Europe

La famiglia liberale, democratica e centrista si è riunita a Bruxelles il 15 ottobre 2026 per il Vertice dei Leader di Renew Europe, organizzato da Renew Europe insieme al Partito Democratico Europeo e al Partito ALDE e tenutosi il giorno in cui i capi di stato e di governo dell'UE hanno aperto il Consiglio europeo.

Il Partito Democratico Europeo ha portato una delle sue più grandi delegazioni, guidata dal Segretario Generale Sandro Gozi. Il Vice Primo Ministro belga e Ministro degli Affari Esteri Maxime Prévot (Les Engagés) ha partecipato, insieme ai leader nazionali del partito: Stefanos Kasselakis, Presidente dei Democratici - Centro Progressista (Grecia), Péter Márki-Zay, leader del Partito Popolare dell'Ungheria di Tutti, Arnold Cassola, leader di Momentum (Malta), Maria Elena Boschi e Enrico Borghi di Italia Viva, e Miren Martiarena, che ha guidato la delegazione dell'EAJ-PNV. Anche i MEP del PDE erano presenti in forza: Yvan Verougstraete (Les Engagés), Laurence Farreng e Christophe Grudler (Mouvement Démocrate), Joachim Streit (Freie Wähler), Lukas Sieper (Partei des Fortschritts), Oihane Agirregoitia (EAJ-PNV) e Pina Picierno (Spazio Pubblico). Si sono uniti anche Natalija Martinčević (Narodna stranka - Riformisti, Croazia), Androulla Kaminara (ALMA - Cittadini per Cipro), Jan-Gerrit van Otterloo (50PLUS, Paesi Bassi) e Alice Bernard-Montini per i Giovani Democratici per l'Europa.

"Potere o sottomissione, non c'è altra opzione"

Il Segretario Generale del PDE Sandro Gozi ha parlato per il partito e ha fatto della sovranità il suo tema centrale. "Oggi l'Europa non è nemica della nostra sovranità nazionale, è la sua più grande garanzia," ha detto. "La sovranità nazionale senza sovranità dell'UE è un'illusione."

Si è scagliato contro i nazionalisti che "promettono sovranità e consegnano sottomissione, promettono indipendenza e consegnano dipendenza", e ha descritto la scelta di fronte al continente in modo diretto: "In un mondo plasmato da Xi Jinping, Vladimir Putin e Donald Trump, o esercitiamo il nostro potere o ci sottomettiamo a quello degli altri. Potere o sottomissione, non c'è altra opzione."

Per Gozi, quella scelta inizia con la difesa. "La somma delle difese nazionali di ventisette paesi non è una difesa europea," ha detto, chiedendo approvvigionamenti comuni, finanziamenti comuni e un comando integrato. Ha anche avvertito chiunque usi la parola pace per giustificare concessioni a Mosca: "La resa non è pace, e l'appeasement non è diplomazia. Abbandonare l'Ucraina non porterebbe sicurezza in Europa, la metterebbe in pericolo."

Il secondo passo è la riforma. "Non possiamo chiedere potere europeo e mantenere il diritto di veto nazionale," ha detto Gozi, spingendo per il voto a maggioranza, una riforma mirata dei Trattati e, dove alcuni governi si rifiutano di muoversi, un'Europa in cui "coloro che sono pronti devono guidare." "Abbiamo bisogno di una rivoluzione al centro, e ciò inizia con il cambiamento del funzionamento dell'Europa," ha aggiunto. "Non siamo qui per gestire il declino dell'Europa. Siamo qui per costruire il suo potere e la sua democrazia."

Una famiglia, molte voci

Tutti i leader del PDE hanno parlato nei dibattiti del summit sulla sicurezza europea, il rinnovamento economico e la riforma dell'Unione. Il loro messaggio era lo stesso, da Bruxelles a Bilbao e da Atene a Budapest: un sostegno deciso all'Ucraina e una risposta decisa all'aggressione russa, risposte concrete sui costi della vita, e un bilancio dell'UE all'altezza delle ambizioni dell'Unione. Le stesse priorità sono state sostenute da Valérie Hayer, Presidente di Renew Europe, e Svenja Hahn, Presidente del Partito ALDE.

Workshop affollati e un appello al pop-centrismo

Il summit è stato più di un tavolo dei leader. I suoi workshop e le sessioni di approfondimento hanno attirato una forte partecipazione da parte di MEP, funzionari dei partiti, giovani attivisti ed esperti, e hanno trasformato le priorità del summit in proposte pratiche per i mesi a venire. Uno dei seminari più seguiti è stato quello sul "pop-centrismo", con lo scienziato politico e scrittore Yascha Mounk, autore di La trappola dell'identità, e Lukas Sieper. Il loro punto di partenza era semplice: il centro non può rispondere al populismo ritirandosi nella tecnocrazia. Deve diventare di nuovo popolare, vicino alle preoccupazioni quotidiane delle persone e in grado di parlare il linguaggio di coloro che si sentono lasciati indietro, senza cedere agli scorciatoie e alle semplificazioni dei populisti. Sieper ha difeso un centrismo che parte dai reali bisogni dei cittadini, come alloggio, salari, sicurezza e servizi pubblici, e che difende la democrazia liberale mostrando che funziona. Quel messaggio è al centro del progetto stesso del PDE: un centro riformista, proeuropeo, ambizioso sull'Europa e attento alle persone che dovrebbe servire.

Membri correlati

EP Plenary Session - The Union’s preparedness for and response to health emergencies: the case of the MV Hondius and the hantavirus warning
Lukas Sieper
Membro della commissione giuridica e della delegazione UE-Armenia, UE-Azerbaigian e UE-Georgia
Germania
Partei des Fortschritts (PdF)
Sandro Gozi
Segretario Generale
Francia
Mouvement Démocrate (MoDem)
Stefanos Kasselakis
Vice Presidente
Grecia
Δημοκράτες – Προοδευτικό Κέντρο

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