Frédéric Petit: sulla Georgia l’Europa non può mostrare debolezza
Frédéric Petit: sulla Georgia l’Europa non può mostrare debolezza
Da oltre un mese i georgiani si battono per ristabilire lo Stato di diritto nel loro Paese e per il rispetto della promessa europea. Di fronte alla mancanza di sostegno da parte dell’Unione europea e degli altri Paesi europei, le manifestazioni di massa hanno perso slancio, ma la volontà di avere elezioni parlamentari libere, giuste ed eque resta intatta.
L’Unione europea e tutti i Paesi europei devono rifiutarsi rapidamente di riconoscere la legittimità del nuovo Presidente georgiano, designato da un parlamento nato da elezioni truccate e manipolate. È inoltre essenziale che l’Unione europea eserciti la massima pressione sui leader ufficiali e non ufficiali del partito di estrema destra «Sogno georgiano», responsabile dei brogli elettorali e di un’intensa repressione politica.
Siamo consapevoli della difficoltà del momento: noi Democratici europei conosciamo il rischio del caos o dell’incertezza istituzionale, che finisce sempre per favorire gli autocrati. La democrazia ha bisogno di tempo e di calma. Non chiediamo di tagliare i ponti, né politiche aggressive da parte dell’Unione e dei suoi Paesi membri nei confronti della Georgia, Paese amico il cui destino europeo è sancito dalla sua Costituzione. In particolare, incoraggiamo a coltivare le relazioni tra le società civili, gli enti locali e regionali e i movimenti giovanili dei nostri Paesi e della Georgia.
Ma il Partito Democratico Europeo (PDE) chiede con fermezza all’Unione europea e ai suoi Paesi membri di guardare i fatti con lucidità e di non tradire i propri valori in Georgia. Qualsiasi ulteriore arretramento verrebbe interpretato, ancora una volta, come un segno di debolezza.
Frédéric Petit, vicesegretario generale del PDE














