Le priorità di Renew Europe Now
Rinnoviamo l’Europa, adesso!
Noi, Renew Europe Now, l’alleanza delle forze centriste, liberali e democratiche in Europa, siamo orgogliosi di ciò che l’Unione europea ha realizzato negli ultimi anni. Questa legislatura è una storia di successo. Una storia di Renew. Siamo la forza trainante che ha dato risposte concrete alla pandemia di COVID-19. Siamo quelli che lavorano perché il Green Deal sia un successo per tutti. Siamo gli architetti di un mondo digitale più sicuro.
Siamo i riformatori che stanno ridisegnando la politica migratoria dell’UE. Siamo la forza che costruisce una vera politica europea di difesa. Siamo la forza che continuerà a sostenere l’Ucraina fino alla vittoria. Siamo la forza che fa pagare agli autocrati le loro violazioni dello Stato di diritto.
Pensiamo che il problema non siano “gli altri”, ma che le soluzioni siano dentro di noi
Eppure gli artefici della disunione europea sono in crescita. Sono gli amici di Putin. Quelli che esitano ad aiutare l’Ucraina. Quelli che, non molto tempo fa, applaudivano la Brexit e Trump. Quelli che considerano la democrazia un optional su cui si può scendere a compromessi.
Noi, Renew Europe Now, l’alleanza delle forze centriste, liberali e democratiche in Europa, ci opponiamo a loro.
Siamo europeisti, senza ambiguità e senza complessi.
Sappiamo che l’UE è una fonte di prosperità e di opportunità per i suoi cittadini.
Preferiamo i fatti alle parole.
Crediamo nei fatti, non nelle bugie.
Le nostre 10 priorità per le elezioni europee del 2024
Difesa, difesa, difesa
La pace tra gli europei è il più grande risultato dell’UE e il fondamento della nostra prosperità. La pace è il credo dell’UE. L’UE deve essere pronta, collettivamente, a proteggere la pace nel continente. Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi dobbiamo potenziare le nostre capacità di difesa, dalla ricerca alla cooperazione militare, per aiutare l’Ucraina a vincere la guerra contro l’aggressore russo e per scoraggiare le minacce dei regimi autoritari. Dobbiamo rafforzare la difesa nell’UE, così che ne escano rafforzate sia la NATO sia l’Europa. L’industria della difesa è anche fonte di lavoro e di innovazione. Per i prossimi cinque anni la nostra priorità deve essere la difesa, la difesa, la difesa.
Ritrovare la nostra competitività
L’UE ha perso competitività rispetto alla Cina e agli Stati Uniti. Ma ha anche risorse formidabili. Offre pace e stabilità in un mondo dove entrambe scarseggiano sempre di più. Ha il più grande mercato unico del mondo, il cui impatto normativo si fa sentire in tutto il pianeta. Ha una moneta unica forte, e sosteniamo tutti gli Stati membri che vogliono entrare nell’Eurozona. La prossima Commissione deve essere una “Commissione degli investimenti”. Dobbiamo puntare sugli investimenti in ricerca, sviluppo, innovazione e persone e attirare investimenti privati per rendere l’Europa più competitiva e sostenibile. All’inizio di quest’anno il gruppo Renew Europe ha presentato un piano in 10 punti per farlo, con proposte per semplificare la vita alle PMI, tagliare la burocrazia, ridurre le nostre dipendenze energetiche, aprire l’accesso ad altri mercati, rendere il commercio più equo, mobilitare gli investimenti privati per l’innovazione e attrarre talenti. Crediamo che più posti di lavoro, e di migliore qualità, siano un motore essenziale per un’Europa più sociale. Rafforzare l’economia significa migliorare la vita delle persone. Idee nuove e ambiziose: ecco ciò di cui la nostra economia ha bisogno per ritrovare competitività e garantire il benessere della nostra società. E Renew Europe Now ne ha in abbondanza.
I valori europei non sono in vendita
Ricordate quando gli aspiranti autocrati europei potevano fare ciò che volevano con i fondi dell’UE? Ebbene, oggi non è più possibile grazie al gruppo Renew Europe al Parlamento europeo. Abbiamo creato un meccanismo che lega i fondi europei al rispetto dei principi democratici fondamentali, come l’indipendenza dei giudici o la lotta alla corruzione. Tuttavia i cittadini non devono pagare due volte gli errori del proprio governo. Per questo vogliamo togliere quei fondi dalle mani degli autocrati per affidarli alla società civile e a promotori di progetti affidabili. Siamo inoltre determinati a portare avanti la cosiddetta “procedura dell’articolo 7”. Né soldi né diritto di voto per gli autocrati. Ci impegniamo a fare tutto il possibile per accrescere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche. I valori europei non sono in vendita. Punto.
I vostri diritti, le nostre battaglie
Vogliamo costruire un continente in cui ognuno sia libero di costruire la vita che desidera, indipendentemente da chi ama, da chi prega, dal suo aspetto e da ciò in cui crede. Ovunque l’estrema destra si sia avvicinata al potere, questi diritti sono stati attaccati, in particolare i diritti delle donne. Ci impegniamo a difendere l’accesso delle donne alla salute e ai diritti sessuali e riproduttivi, compreso l’aborto, e a contrastare la violenza di genere. Lavoriamo per la legalizzazione e il riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso e delle famiglie arcobaleno in tutta Europa, e per i loro pieni diritti di cittadini europei. È una battaglia senza tregua, e non dobbiamo abbassare la guardia.
Non mordiamo la mano che ci nutre
Gli agricoltori sono arrabbiati, e a ragione. Garantiscono la nostra sovranità e sicurezza alimentare, eppure una parte della sinistra li dipinge come nemici del clima. Per opportunismo, la destra sfrutta lo sconforto degli agricoltori per fare la guerra alle politiche climatiche. È proprio il tipo di polarizzazione che Renew Europe Now rifiuta. Non ci sono gli attivisti del clima da una parte e i trattori dall’altra. No. Clima e agricoltura sono due facce della stessa medaglia. Il rischio più grande per i raccolti non sono le regole verdi, ma il cambiamento climatico. Gli agricoltori lo sanno. Ma devono essere rispettati e sostenuti. Vogliono fare gli agricoltori, non compilare moduli. Renew Europe Now ha proposte concrete per uscire da un dibattito in bianco e nero e semplificare la vita degli agricoltori, a vantaggio di tutti i cittadini. Non mordiamo la mano che ci nutre: stringiamola.
Regole verdi e digitali: è il momento di attuarle
Gli anni 2019-2024 hanno visto un cambio di paradigma su due fronti. Con il Green Deal abbiamo tracciato la strada per una transizione economicamente sostenibile verso un futuro sostenibile per i nostri figli, i nostri nipoti e chi verrà dopo di loro. Con una serie di nuove leggi sull’IA e sulle grandi piattaforme abbiamo messo ordine nella giungla digitale, garantito una concorrenza leale e una digitalizzazione affidabile per i cittadini. Gli ultimi cinque anni sono stati quelli delle regole; ora dobbiamo concentrarci sulla loro attuazione, assicurarci di avere i mezzi necessari e completare il mercato unico digitale, altrimenti le nostre imprese e i nostri cittadini non riusciranno a tenere il passo. Ci siamo dati obiettivi ambiziosi; ora dobbiamo raggiungerli e dare l’esempio: la nostra leadership tecnologica e ambientale dipende da questo. È il momento di attuare.
Coinvolgere i giovani con l’istruzione e la cultura
Le persone che hanno vissuto i momenti più bui dell’Europa stanno scomparendo, e con loro le loro testimonianze. Tutti i cittadini dovrebbero ricordare pienamente le opportunità che le democrazie liberali offrono, e poterne beneficiare. Soprattutto i giovani. La nostra risposta è l’istruzione. Istruzione significa opportunità. Istruzione significa competenze. Istruzione significa avere gli strumenti per costruire la propria vita. Per questo vogliamo rafforzare il programma simbolo Erasmus. Il nostro Manifesto Renew for Youth ne è la prova. Ci impegniamo a offrire una soluzione a ogni giovane europeo. La cultura è un’altra arma contro l’estremismo e le semplificazioni: dobbiamo investirci, da una Carta europea della cultura all’insegnamento del nostro patrimonio comune. Educare i nostri giovani è un dovere democratico, ma anche economico, soprattutto in tempi di carenza di competenze.
Gestire le migrazioni con serietà e umanità
Il dibattito sulle migrazioni ha due nemici: i populisti che con una retorica incendiaria alimentano il razzismo, e le reti di trafficanti che giocano con le speranze e la vita di chi fugge dalla miseria o dalla guerra; a volte entrambi. Ciò di cui il dibattito sulle migrazioni ha bisogno è chiarezza e stabilità nella gestione umana dei flussi migratori e dei richiedenti asilo. “Gestire” significa controllare davvero le nostre frontiere esterne per colpire i trafficanti. “Con umanità” significa mettere la vita e la dignità delle persone al centro della nostra azione. “Chiarezza e stabilità” significa certezza giuridica per chi cerca rifugio e impegno a prevenire le cause che costringono le persone a lasciare le proprie case. Vanno valutati canali legali di migrazione economica, perché le economie europee possano disporre della forza lavoro necessaria alla loro crescita. La carenza di manodopera è una realtà: dobbiamo integrare i talenti di cui abbiamo bisogno.
Costruire un’alleanza globale delle democrazie
Dopo la Guerra fredda, pensatori entusiasti credevano che il liberalismo, la democrazia e il libero mercato avrebbero conquistato il mondo. Non è andata così. Oggi regimi autocratici in tutto il mondo dichiarano con orgoglio di essere qui per restare. Attaccano le democrazie e sono pronti ad affermarsi. Crediamo che questa visione di civiltà sia sbagliata. Crediamo che le democrazie debbano unirsi per difendere i loro obiettivi comuni, al di là degli interessi geografici, e diffondere i loro valori. Vogliamo costruire partenariati con i Paesi che condividono i nostri valori, in un’Alleanza globale delle democrazie, per rafforzare l’influenza dell’UE nel mondo e promuovere i nostri valori.
Rinnovare l’Europa e unire il continente
L’UE ci piace, ma sappiamo che non è perfetta. Qualcuno dice: allora sbarazziamocene. Noi diciamo: rendiamola ancora migliore. Vogliamo riformare i trattati dell’UE perché i cittadini si sentano più coinvolti. Vogliamo aumentare l’efficienza, la trasparenza e la responsabilità delle istituzioni europee: le riunioni dei ministri nazionali sono troppo opache. Vogliamo trasformare la Commissione in un vero governo democratico, con un solo presidente alla guida dell’esecutivo europeo, perché il mondo sappia finalmente chi chiamare. Vogliamo rafforzare il ruolo del Parlamento europeo, perché la voce dei cittadini risuoni ancora più forte di oggi. Vogliamo eliminare i veti. La riforma deve arrivare, e deve arrivare adesso. Soprattutto perché nuovi membri si preparano a entrare in famiglia e sono sulla strada per soddisfare i criteri di Copenaghen. Allo stesso modo, chi soddisfa i criteri deve entrare senza ulteriori ritardi nello spazio di libera circolazione Schengen. Gli ucraini stanno versando il loro sangue per difendere la nostra libertà democratica. L’Ucraina deve entrare, ed entrerà. Ma dobbiamo essere in grado di accoglierla, come gli altri candidati. Senza riforme profonde, l’allargamento rischia di trasformarsi in un fallimento per tutti. Il continente sta per unirsi, ancora una volta. È una buona notizia. Più siamo, più siamo forti. Ma governare un intero continente non è cosa da poco. È il momento di riaprire i trattati.