Gozi: L'Europa non ha bisogno di un altro dibattito, ha bisogno di riforme.
La domanda giusta, la risposta sbagliata su come arrivarci. Questa, in sostanza, è la lettura del Discorso sullo Stato dell'Unione tenuto dalla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen davanti al Parlamento europeo a Strasburgo il 16 settembre 2026 da parte del Partito Democratico Europeo.
"Von der Leyen ha posto la domanda giusta: o l'Europa diventa una potenza geopolitica, oppure resta il campo di gioco delle altre potenze," ha dichiarato Sandro Gozi, eurodeputato di Renew Europe e Segretario Generale del Partito Democratico Europeo (PDE). "Ma rispondere a questa domanda richiede decisioni, non più discorsi. All'Europa non mancano né denaro, né talento, né idee: ciò che le manca è il coraggio di riformarsi."
Dal grande pensiero al grande costruire
Per il PDE, il divario tra la diagnosi e gli strumenti è il cuore della questione. "Dobbiamo passare dal grande pensiero al grande costruire," ha argomentato Gozi. "Non si può costruire l'Europa di domani con le regole di ieri: ciò di cui abbiamo bisogno è il voto a maggioranza qualificata, una riforma mirata dei trattati e la flessibilità di permettere a coloro che sono pronti di procedere ora, senza essere ostaggio dei veti."
Si tratta di una posizione consolidata del PDE: l'unanimità in politica estera, difesa e tassazione è diventata il principale freno all'azione europea, e l'integrazione differenziata — permettendo a un gruppo di Stati membri volontari di procedere senza aspettare i più lenti — è il modo per superare l stallo senza rompere l'Unione.
Canada, e un'ampia architettura della sicurezza
La valutazione del partito della sezione sulla politica estera e difesa del discorso è stata decisamente più positiva. Von der Leyen ha aperto la porta al Canada diventando il primo membro associato dell'Unione e ha chiesto la creazione di un consiglio europeo per la sicurezza che coinvolga Ottawa e altri partner stretti.
"L'apertura verso il Canada come primo membro associato dell'Unione, e verso un consiglio europeo per la sicurezza con Ottawa e altri partner, è ben accolta — in linea con l'iniziativa del Presidente Emmanuel Macron," ha detto Gozi. "Così si costruisce una difesa comune europea e così l'Europa si rafforza: allargando le sue alleanze e unendo coloro che vogliono procedere."
Cantieri, non pensatori
Il disaccordo più netto è arrivato sull'annuncio di un congresso di pensatori per celebrare il settantesimo anniversario del Trattato di Roma nel marzo 2027.
"L'Europa non ha bisogno di un altro dibattito sul suo futuro, ha bisogno delle riforme per prepararsi," ha concluso Gozi. "Perché ripetere la Conferenza sul Futuro dell'Europa invece di attuare le riforme che i cittadini hanno già richiesto? Non abbiamo bisogno di più pensatori, abbiamo bisogno di una convenzione di costruttori: il 25 marzo 2027 deve essere la data entro cui la riforma dell'Unione è completata, trattati inclusi. Il nostro sostegno sarà per l'azione, non per gli annunci."
Si fa riferimento alla Conferenza sul Futuro dell'Europa, le cui tavole rotonde di cittadini nel 2022 hanno prodotto un consistente insieme di raccomandazioni istituzionali — dall'abolizione dell'unanimità al rafforzamento dei poteri del Parlamento — che sono rimaste in gran parte inattuate. Per il PDE, il settantesimo anniversario del Trattato di Roma dovrebbe essere la scadenza per attuarle, non l'occasione per riaprire la discussione.











