François Bayrou avverte la Francia - e l'Europa - contro la politica della negazione.
Con Alerte sur la France qui vient, François Bayrou non sta solo pubblicando un libro sulla Francia. Sta inviando un avvertimento a tutte le democrazie europee: un paese che rifiuta di affrontare il debito, indebolisce i suoi servizi pubblici e normalizza gli estremi rischia di perdere il controllo del suo futuro.
Per Bayrou, l'avvertimento inizia con il debito pubblico. La Francia, sostiene, ha raggiunto un punto in cui la questione non è più teorica: “La situazione del paese è tale che, nonostante numerosi avvertimenti, ora siamo a rischio di un incidente. E in questo incidente, c'è qualcosa di ancora peggiore: una guerra tra generazioni.” Aggiunge che la Francia ha superato ora “i 3.520 miliardi di euro di debito” e che lo shock reale è immediato: “Non è una questione di tempo, non è un giorno. È adesso.”
Il suo argomento centrale è brutale: il debito sta già togliendo alla Francia la capacità di agire. “L'anno prossimo, l'intero importo dell'imposta sul reddito pagata dai cittadini francesi […] non sarà sufficiente a coprire gli interessi sul debito,” avverte Bayrou. Per un paese europeo che deve investire in scuole, ospedali, clima, difesa e sovranità, questa non è solo una questione di bilancio. È una questione strategica.
Bayrou respinge anche la facile risposta che solo tasse più alte possano risolvere la crisi. “La verità è che la Francia è il paese al mondo con più tasse, e non possiamo dire che stiamo facendo meglio,” afferma. “La questione per me è la completa riorganizzazione della nostra azione pubblica.” In altre parole, la Francia ha bisogno non solo di più entrate o di minori spese, ma di una riforma più profonda del funzionamento dello stato.
La stessa esigenza di serietà caratterizza il suo avvertimento contro gli estremi. Bayrou sostiene che le prossime elezioni presidenziali hanno “cambiato natura” perché la Francia sta affrontando “una doppia minaccia mortale.” Le sue parole sono chiare: “Non c'è nessun paese al mondo che si sia ripreso dalla destra estrema o dalla sinistra estrema.” Perché? Perché, dice, “la destra estrema e la sinistra estrema organizzano una guerra civile all'interno del paese” scegliendo nemici interni — immigrati, Europa, o i ricchi.
È qui che il suo libro diventa europeo e internazionale. In un mondo di Trump, Putin, Cina e instabilità strategica, la Francia non può permettersi un crollo interno. Bayrou elogia Thierry Breton proprio in questi termini: “È l'unico leader politico in Europa che ha resistito a Trump e ha resistito a Putin.” Ricorda anche il ruolo di Breton nel rafforzare gli eserciti europei e nel costruire “una macchina diplomatica e commerciale di resistenza alla Cina.”
L'avvertimento di Bayrou non è solo economico o geopolitico. È anche civico. Sulla laicità, difende la laïcité come “l'unica chiave per far convivere diverse convinzioni religiose e filosofiche.” Per lui, questo significa “la separazione radicale tra convinzione religiosa e potere” — non ostilità alla religione, ma la condizione per la libertà in una società plurale.
Sulla legislazione in materia di fine vita, la sua posizione è cauta e profondamente umana. “No, non avrei votato a favore,” dice, definendola “un immenso problema di coscienza.” Il suo timore è che una volta che la società dichiara che “la morte è cura,” l'idea “entra nella coscienza pubblica” e colpisce soprattutto “i più deboli e fragili.”
Nel complesso, Alerte sur la France qui vient è un appello alla responsabilità: contro il rifiuto fiscale, contro le scorciatoie dell'estremismo, contro la politica identitaria, e per una Francia capace di rimanere un pilastro dell'Europa. Il messaggio di Bayrou non è pessimista, ma è severo: la Francia ha ancora la forza di riprendersi, purché smetta di fingere che il conto possa sempre essere pagato in seguito — o da qualcun altro.












