Gozi denuncia la persecuzione politica in Turchia
Sandro Gozi, segretario generale del Partito Democratico Europeo ed eurodeputato di Renew Europe, si è rivolto ai cittadini turchi in un video esclusivo trasmesso da Sözcü TV, la principale emittente televisiva indipendente della Turchia. Soffermandosi sul processo contro il sindaco di Istanbul Ekrem İmamoğlu e sulle crescenti pressioni esercitate contro l’opposizione democratica, Gozi ha espresso con chiarezza la posizione dei Democratici europei: «Noi Democratici europei crediamo che ciò che sta accadendo in Turchia debba essere chiamato con il suo nome. Questa non è giustizia. Questa è persecuzione politica.»
Gozi ha criticato la decisione di impedire a İmamoğlu di intervenire adeguatamente in propria difesa, definendola una violazione diretta dello Stato di diritto. «Un processo nel quale il principale imputato viene messo a tacere non è un processo equo. È uno strumento politico.» Per il PDE, questo caso ha conseguenze che vanno ben oltre un’aula di tribunale. İmamoğlu ha sconfitto il partito di Erdoğan a Istanbul e rappresenta una credibile alternativa democratica a livello nazionale. Utilizzare i procedimenti giudiziari per eliminare i concorrenti politici significherebbe negare ai cittadini turchi il diritto di scegliere liberamente il proprio futuro.
Il segretario generale del PDE ha inoltre inserito il processo in un quadro più ampio di pressioni contro il CHP, i giornalisti, gli attivisti, le organizzazioni della società civile e le voci critiche. Ha richiamato in particolare la detenzione del comico Deniz Göktaş, avvertendo che l’arretramento democratico colpisce il pluralismo politico, la libertà di espressione e la vita civile nel suo complesso. «Un Paese in cui un sindaco viene messo a tacere in tribunale, l’opposizione viene attaccata attraverso la magistratura, i giornalisti vengono arrestati, le ONG intimidite e un comico può essere incarcerato per una battuta non si comporta come una democrazia.»
Pur riconoscendo l’importanza della Turchia per la sicurezza europea e per la NATO, Gozi ha sottolineato che la cooperazione strategica non può prevalere sui principi democratici. La Turchia resta membro del Consiglio d’Europa e Paese candidato all’adesione all’Unione europea, impegni che richiedono tribunali indipendenti, pluralismo politico, diritti civili e rispetto della libertà di espressione. Come ha chiarito Gozi: «Ma il partenariato non può significare silenzio.»
Per il Partito Democratico Europeo, difendere lo Stato di diritto in Turchia è essenziale per la credibilità dell’Europa e per i valori condivisi dalla famiglia Renew Europe. Il PDE chiede un processo equo per İmamoğlu, il rispetto della legittima leadership del CHP, libertà per giornalisti, attivisti e ONG e la liberazione di Deniz Göktaş. Il partito continuerà a sostenere le forze democratiche e una relazione con la Turchia fondata non soltanto sugli interessi di sicurezza, ma anche su diritti, responsabilità politica e libera scelta dei cittadini turchi.














