Sandro Gozi, segretario generale del PDE e membro del Parlamento europeo per Renew Europe, Péter Márki-Zay, presidente di MMN, e lo storico Stefano Bottoni sono intervenuti il 2 aprile 2026 a Budapest, in Ungheria, alla conferenza «Ruszkik haza! – Difendere la democrazia, rafforzare l’Europa». L’evento ha riunito un pubblico numeroso e impegnato in un momento critico per l’Ungheria e per l’Unione europea, concentrandosi sulla difesa della democrazia, dello Stato di diritto e della coesione politica dell’Europa. Clicca qui per guardare il video dell'evento.
La conferenza ha lanciato un messaggio chiaro: democrazia, sovranità ed Europa non sono negoziabili. In questo contesto, il PDE ha ribadito la propria visione centrista e liberale, collegando la tutela delle istituzioni democratiche alla forza e alla credibilità del progetto europeo. Lo storico slogan ungherese «Ruszkik haza!», presentato sia come riferimento storico che come appello politico attuale, è stato interpretato come una richiesta di libertà, dignità e sovranità democratica all’interno di un’Europa più forte e più unita.
Nel suo intervento, Gozi ha collocato il percorso politico dell’Ungheria saldamente nel contesto europeo, affermando che «dopo sedici anni di governo di Viktor Orbán, queste elezioni rappresentano una prova cruciale, certamente per l’Ungheria, ma anche per l’Europa». In qualità di segretario generale del PDE, ha sottolineato che la posta in gioco va oltre la politica nazionale, indicando le più ampie implicazioni per la fiducia, la governance e lo Stato di diritto in tutta l’Unione. Una transizione democratica, ha sostenuto, potrebbe riaprire un percorso che consenta all’Ungheria di riconnettersi pienamente con l’Europa e superare anni di isolamento politico.
Péter Márki-Zay ha sottolineato la necessità che l’Ungheria ritrovi il proprio orientamento democratico e la propria indipendenza, avvertendo: «Viktor Orbán non è in grado di difendere gli ungheresi dall’influenza russa, trasformando di fatto l’Ungheria in una dipendenza di Putin. Dobbiamo lottare per la nostra libertà e ribadirlo chiaramente: russi, tornate a casa». Stefano Bottoni ha messo in evidenza la natura strutturale del sistema politico ungherese, osservando che «l’Ungheria rappresenta un esempio unico di sistema illiberale costruito nel tempo attraverso ingegneria costituzionale e giuridica, il che rende il cambiamento democratico particolarmente complesso». Nel loro insieme, questi contributi hanno sottolineato una responsabilità europea condivisa.
Per il PDE e la famiglia Renew Europe, il caso ungherese rappresenta una prova della capacità dell’Europa di difendere i propri valori fondamentali con chiarezza e coerenza. Rafforzare la democrazia in Ungheria significa rafforzare l’Europa nel suo insieme. La conferenza ha segnato un ulteriore passo avanti nell’impegno del PDE a sostegno della resilienza democratica, del pluralismo politico e di un futuro europeo rinnovato.






