Ungheria: il PDE esorta la Commissione a porre fine agli aiuti di Stato illegali nel settore dei media

A Bruxelles, a poche settimane dalle elezioni nazionali in Ungheria, il Partito Democratico Europeo (PDE) ha riportato la libertà dei media e la concorrenza leale al centro dell'agenda dell'UE. Il segretario generale del PDE e membro del Parlamento europeo di Renew Europe, Sandro Gozi, ha presentato un'interrogazione scritta prioritaria alla Commissione europea, indirizzata alla vicepresidente esecutiva Teresa Ribera, affinché ponga fine al suo lungo silenzio sui presunti aiuti di Stato illegali nel mercato dei media ungherese. Per il PDE, si tratta di una prova della capacità dell'Unione di difendere lo Stato di diritto nell'economia e di tutelare il diritto dei cittadini a un'informazione pluralistica e indipendente.

Website of the European Democrats - https://democrats.eu

Una denuncia formale, presentata nell'aprile 2025 e supportata da uno studio economico completo dell'ex capo economista della DG COMP, Kai-Uwe Kühn, sostiene che, a partire dal 2015, il governo ungherese abbia destinato in modo selettivo circa 1,1 miliardi di euro di sussidi statali per la pubblicità a mezzi di comunicazione alleati. Secondo l'analisi, questo "sostegno vitale" pubblico avrebbe mantenuto a galla i media non redditizi e filo-governativi, privando i concorrenti indipendenti di entrate legittime. Come afferma Gozi: "Non si tratta di ideologia politica, ma di elementare equità di mercato", aggiungendo che "quando un governo, con il pretesto della 'pubblicità', versa nelle tasche dei suoi alleati più di quanto spenda l'intero settore privato in un anno, il libero mercato cessa di esistere. Con l'avvicinarsi delle elezioni di aprile, l'inerzia della Commissione non è più solo negligenza, ma rischia di diventare intenzionale”. Il PDE osserva che la Commissione non ha ancora preso alcuna decisione preliminare sull'opportunità di avviare un'indagine formale, nonostante la denuncia del 2025 e una simile presentata da Mérték Media Monitor nel 2019. Gozi è esplicito sui costi politici e legali del ritardo: "La Commissione ha lasciato senza risposta per sei anni la denuncia di Mérték del 2019. Chiediamo al vicepresidente Ribera di fornire un calendario definitivo per l'azione". Permettere questi ritardi trasmette il messaggio che il diritto della concorrenza e il principio dell'"operatore in un'economia di mercato" sono facoltativi per alcuni Stati membri". Le cifre chiave citate nella denuncia rafforzano l'urgenza: gli aiuti di Stato stimati raggiungono un totale di 1,117 miliardi di euro, compresi gli interessi per il periodo 2015-2023, superando la spesa pubblicitaria annuale totale del mercato mediatico ungherese nel 2024. Lo studio ha anche rilevato un aumento significativo della pubblicità governativa, da cinque a quindici volte superiore, dopo l'acquisizione, quando i media sono passati sotto il controllo di proprietari allineati al governo.

Website of the European Democrats - https://democrats.eu

La denuncia ha trovato eco in Ungheria nel partito membro del PDE Mindenki Magyarországa Néppárt (MMN), che si sta mobilitando contro la conquista del mercato dei media in vista delle elezioni. Il suo leader, Péter Márki-Zay, ha affermato che la pubblicità statale è diventata uno strumento di controllo politico piuttosto che di informazione pubblica: "In Ungheria, la pubblicità statale non riguarda più l'informazione, ma il potere. I media indipendenti non possono competere quando il denaro pubblico viene utilizzato per premiare la lealtà", ha affermato Márki-Zay, che ha invitato la Commissione europea ad agire per proteggere il pluralismo dei media e la concorrenza leale in vista delle elezioni. L'impatto sul giornalismo indipendente è stato descritto direttamente anche da Magyar Hang. Il suo amministratore delegato, Csaba Lukács, ha dichiarato: "La stampa indipendente in Ungheria, compresa Magyar Hang, sperimenta quotidianamente quanto sia difficile sopravvivere in questo mercato altamente distorto, mentre le pubblicazioni di propaganda, ingrassate dai fondi di pubblicità statali, prosperano e fioriscono". Lukács ha poi avvertito che "l'esistenza della stampa indipendente dipende dalla cessazione quanto prima di questa pratica statale scorretta, al fine di prevenire la distorsione del mercato". Il contesto è ulteriormente sottolineato dalle recenti sentenze dei tribunali ungheresi contro KESMA, il conglomerato mediatico filogovernativo, che hanno stabilito l'utilizzo illegale, da parte dello Stato, della pubblicità sponsorizzata per finanziare i media di propaganda. Per il PDE, le prove cumulative indicano una questione europea più ampia. Come sottolinea Gozi, "Per noi, i Democratici Europei (PDE), questa pratica rappresenta una distorsione strutturale del mercato interno dell'UE. Con l'avvicinarsi delle elezioni nazionali, è necessario un segnale immediato da parte della Commissione che i fondi pubblici non possono essere utilizzati per minare la concorrenza leale. Chiediamo un'azione di recupero immediata per ripristinare la logica di mercato nel settore". Per il PDE, il prossimo passo è chiaro: la Commissione dovrebbe impegnarsi a definire un calendario definitivo per risolvere le denunce del 2019 e del 2025 e, se necessario, utilizzare gli strumenti di aiuto di Stato e di concorrenza per ristabilire condizioni di parità. La credibilità della politica di concorrenza dell'UE e l'impegno dell'Unione a favore del pluralismo dei media dipendono dalla capacità di dimostrare che nessun mercato dei media in Europa è al di sopra della legge.

Newsletter

Ricevi tutte le ultime informazioni sui Democratici europei direttamente nella tua casella di posta elettronica.

We have been unable to confirm your registration.
Your registration is confirmed.

Newsletter

Iscrivetevi alla nostra newsletter per essere sempre aggiornati sulle nostre ultime novità.