Ungheria, il modello Orbán crolla: una svolta per l'Europa

Il Partito Democratico Europeo accoglie con favore i risultati delle elezioni ungheresi, che segnano un importante cambiamento politico dopo anni di governo di Viktor Orbán.

«Il popolo ungherese ha espresso la propria scelta: Viktor Orbán è stato sconfitto. Questo segna la fine di un ciclo politico che ha messo in discussione i principi fondamentali della democrazia europea», ha dichiarato Sandro Gozi, segretario generale del PDE e eurodeputato di Renew Europe. «È anche una battuta d’arresto per quelle forze sovraniste ed estremiste in tutta Europa – da Giorgia Meloni a Marine Le Pen, Robert Fico e Aleksandar Vučić – che hanno legittimato e promosso questo modello illiberale».

Il 2 aprile a Budapest, il PDE aveva già lanciato un forte segnale politico organizzando l’evento «Russians go home (Ruszkik haza!)» insieme a Péter Márki-Zay, ex candidato comune alla carica di primo ministro. L’evento ha messo in luce le preoccupazioni relative ai legami di Orbán con la Russia e ha ribadito l’impegno dei democratici europei a favore di un’Ungheria pienamente europea e democratica.

«Queste elezioni segnano il declino di un sistema fondato sull’erosione dello Stato di diritto, sul controllo del pluralismo e sul confronto permanente con l’Europa», ha proseguito Gozi. «Il voto ungherese è anche una chiara risposta alle interferenze esterne e alle relazioni instaurate negli ultimi anni con il regime di Putin, nonché a quella rete politica internazionale – da Vladimir Putin a Donald Trump – che ha alimentato e legittimato questa deriva».

«Si tratta di una sconfitta cocente non solo per Putin e il suo modello, ma anche – e forse soprattutto – per la visione trumpista ora incarnata da figure come JD Vance», ha aggiunto Gozi. «Gli ungheresi hanno scelto la libertà, la dignità e l’appartenenza all’Europa. Hanno dimostrato che l’Europa non è un ostacolo da aggirare, ma una comunità politica da rafforzare».

«Ora inizia una nuova fase, e non sarà facile. L’Unione europea deve essere all’altezza della sfida: più politica, più coraggiosa e più capace di tutelare e promuovere lo Stato di diritto. La democrazia europea non si difende con le dichiarazioni, ma con l’impegno quotidiano in ogni Stato membro», ha concluso Gozi.

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