The Democratic Pulse - octobre 2025-janvier 2026

Bentrovati a Pulse, la newsletter dei Democratici Europei.

Gli ultimi mesi dell’anno, così come i primi giorni del 2026, hanno confermato ciò che il Partito Democratico Europeo segnala da tempo: la democrazia è sottoposta ovunque a una pressione enorme, dall’interno e dall’esterno. In Europa e nel mondo avanzano riflessi autoritari, gli equilibri internazionali vengono stravolti e l’ordine globale basato sulle regole è sempre più messo in discussione. Quanto sta accadendo negli Stati Uniti - dove le notizie proprio di questi ultimi giorni sono sconcertanti - riguarda direttamente tutti coloro che vedevano in quel Paese un punto di riferimento per diritti e libertà. Ma è l’impatto della presidenza di Donald Trump sugli equilibri internazionali che impone una presa di coscienza chiara: per l’Europa il momento di agire è davvero ora o mai più. È infatti sempre più evidente la necessità storica di un’Unione più unita, più efficiente, più democratica, più capace di incidere sulla scena internazionale, più sovrana e autonoma. In una parola, più federale. In questo contesto internazionale frammentato, i Democratici Europei continuano ad agire come forza di resilienza democratica, di difesa dei valori liberali e di riformismo europeo pragmatico, tenendo alta la bandiera dello Stato di diritto e delle libertà individuali.

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Il Congresso dei Democratici Europei di Bilbao: democrazia, giovani e visione globale

Questo impegno è stato al centro del Congresso del PDE a Bilbao, tenutosi a novembre, un momento decisivo per l’orientamento politico del partito. Dalla forte mobilitazione dei giovani contro l’autoritarismo alla proposta di un’alleanza globale per difendere la democrazia, il Congresso ha riaffermato il ruolo dei Democratici Europei come ponte tra le forze democratiche europee e quelle internazionali. Protagonisti di questi due filoni di dibattito sono stati, da un lato, i giovani provenienti da Stati Uniti, Ucraina, Serbia e Turchia, e dall’altro gli ospiti da India e Giappone, che hanno arricchito il confronto con una prospettiva autenticamente globale. I dibattiti sul futuro dell’Europa tra intelligenza artificiale, algoritmi e geopolitica, con i due keynote speeches di Paolo Benanti e Thierry Breton, hanno chiarito come autonomia strategica, sovranità tecnologica e governance democratica siano elementi inseparabili. La presenza di nuovi partiti membri e di ospiti internazionali ha dato nuova energia al progetto europeo, confermando il PDE come casa politica di chi crede in un’Europa aperta, forte e riformatrice. Come ha sottolineato il nostro Segretario Generale, Sandro Gozi, di fronte a nazionalisti ed estremisti che oggi cooperano molto più dei difensori della democrazia, diventa sempre più evidente la necessità di costruire una vera alleanza globale di democratici, un’alleanza di cui i Democratici Europei vogliono essere motore e forza propulsiva.

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Avevamo ragione: nella politica commerciale serve fermezza e dialogo

Le recenti tensioni geopolitiche hanno dimostrato che chiarezza e coerenza sono essenziali e che, di fronte all’aggressività delle politiche dell’amministrazione Trump, è necessario rispondere con fermezza, non con accondiscendenza. A luglio il PDE ha lanciato una campagna molto chiara dal titolo “Stop the bully” e criticato l’accordo raggiunto nella residenza privata scozzese del presidente statunitense da Ursula von der Leyen. Il presidente del PDE François Bayrou è tornato su quel punto con parole altrettanto nette nei mesi successivi. Fermare i bulli non significa chiudere al dialogo, ma respingere coercizioni e minacce. I fatti recenti, dalle pressioni sulla Groenlandia all’uso dei dazi come strumento di ricatto politico, hanno confermato la fondatezza di questa impostazione. Difendere gli interessi europei richiede credibilità, unità e la capacità di coniugare diplomazia e linee rosse chiare, fondate sul diritto internazionale.

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Ungheria: Stato di diritto e alternativa democratica

L’Ungheria resta un banco di prova cruciale per la democrazia europea e per lo Stato di diritto. In questo contesto, il PDE ha inviato due segnali politici forti. L’adesione al Partito Democratico Europeo del MMN (Mindenki Magyarországa Néppárt), guidato da Péter Márki-Zay, rafforza l’opposizione democratica e consolida un’alternativa chiaramente europeista nel Paese. Allo stesso tempo, la richiesta del PDE di un’indagine europea sul gravissimo scandalo degli abusi sui minori nei riformatori ungheresi evidenzia l’urgenza di un controllo a livello UE quando le autorità nazionali non riescono a garantire i diritti fondamentali. La democrazia non può essere selettiva e la tutela dei diritti fondamentali, specie delle persone più vulnerabili, deve restare non negoziabile. E tutto ciò è ancora più urgente se teniamo conto che l'Ungheria andrà alle urne il prossimo aprile, ci auguriamo per svoltare definitivamente pagina rispetto ai 16 anni di Viktor Orbàn.

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Diritti dei cittadini europei e grandi eventi globali

I Democratici Europei hanno portato i diritti dei cittadini europei anche al centro dei grandi eventi internazionali. In vista dei Mondiali FIFA 2026 negli Stati Uniti, ed alla luce di quanto sta accadendo nelle città americane, dove l’uso della forza da parte dell’ICE solleva gravi preoccupazioni sul rispetto dei diritti fondamentali, il Segretario Generale del PDE Sandro Gozi, insieme ad altri firmatari, ha chiesto garanzie vincolanti per squadre e tifosi europei. Eventi di questa portata devono rispettare standard chiari in materia di sicurezza, diritti e tutela dei consumatori.

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Germania: spazi di dialogo sul futuro dell’Europa

La Germania è stata un altro teatro chiave per il dibattito politico negli ultimi mesi. Da Ludwigsburg, dove il deputato europeo del PDE Engin Eroglu ha aperto un nuovo spazio di dialogo sul futuro dell'Unione europea, fino a Baviera, dove l'eurodeputata Christine Singer ha promosso un dibattito sull'agricoltura, il clima e il futuro dei pascoli, il partito ha favorito discussioni inclusive in grado di collegare le realtà locali alle soluzioni europee. L'incontro a Bitburg sul ruolo dell'Europa nel mondo, coordinato dall'eurodeputato Joachim Streit, ha ulteriormente sottolineato la necessità di una politica estera coerente e commisurata al peso economico e alla responsabilità politica dell'Unione. Il dibattito con il noto giornalista Jan Fleischhauer ha sottolineato l'importanza di un dialogo aperto tra le istituzioni europee, le forze politiche e i cittadini.

In breve: territori, multilateralismo e digitale

Oltre a queste iniziative principali, il PDE ha continuato ad agire su diversi fronti. In Guadalupe, il segretario generale dei Democratici Europei Sandro Gozi ha rafforzato l'impegno dell'Europa nei confronti dei territori d'oltremare, promuovendo l'inclusione e le pari opportunità. A livello globale, Gozi ha anche sottolineato la validità delle preoccupazioni dell'Unione Africana riguardo al disimpegno degli Stati Uniti da importanti istituzioni multilaterali, ribadendo che l'Europa deve rafforzare il proprio ruolo e il proprio impegno a favore del multilateralismo. Nel campo digitale, il PDE ha chiesto una rigorosa applicazione del Digital Services Act contro pubblicità illegale del gioco d'azzardo online, al fine di proteggere i cittadini e l'integrità del mercato unico, e ha formulato proposte concrete sul protezione dei minori.

Mentre l'Europa entra in una fase decisiva, il Partito Democratico Europeo continuerà a mettere in relazione idee, territori e forze politiche per difendere la democrazia, rafforzare lo Stato di diritto e guidare una riforma realistica ma ambiziosa dell'Unione Europea. I prossimi mesi saranno cruciali e i Democratici Europei sono pronti a fare la loro parte.

Ne parleremo approfonditamente, a partire dalla prossima newsletter!

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